Villa della Storta: Museo Permanente ad Anna Magnani

 

In estrema sintesi, si può dire che la cultura di Furore è caratterizzata, come del resto accade per quasi tutti i paesi della Costa d'Amalfi, dalla compresenza di forti grumi di significato - che provengono da un passato a volte anche molto lontano nel tempo, quasi ancestrale e che ancor oggi resistono nella loro omogeneità strutturale - e di stratificazioni molto più recenti ed innovative come il Cinema.

 

 

Si verificano così, singolari coesistenze tra un insieme di intrecci narrativi (le storie) e di nomignoli (i contranommi) - intesi come invenzioni linguistiche e persistenza di significato di antichi caratteri popolari e mestieri particolari - da un lato e, dall'altro, le vicende personali e culturali di grandi protagonisti della moderna cinematografia come la Magnani, Fellini e Rossellini. 

 

 

Il "Miracolo" del Fiordo di Furore

 

Anna Magnani e Roberto Rossellini si conobbero, lavorarono insieme e si innamorarono in maniera travolgente durante la lavorazione di Roma, città aperta.

Il film Amore fu frutto di una decisione di Roberto ed Anna di fare un altro lavoro insieme dopo Roma, città aperta. Esaminarono centinaia di progetti ed idee. Alla fine decisero che si sarebbe dovuto girare un episodio di quaranta minuti con Anna da sola in scena. Una sorta di monologo preso dal dramma teatrale La voce umana di Cocteau, in cui la Magnani recitava in una camera da letto, parlando al telefono con il suo amante, dando fondo a tutti i sentimenti che le erano propri, speranza, gelosia, disperazione, rancore, umiliazione

.

Roberto la seguiva con la camera, utilizzata più come fosse un microscopio, una lente d'ingrandimento. Il risultato fu estremamente forte, travolgente, un vero e proprio fluire di coscienza e dolore in cui i protagonisti erano una stanza buia, un telefono e una donna che lottava disperatamente con il tormento e l'angoscia della perdita dell'amore.

 

Il risultato fu intensissimo ma troppo breve per farne un film a sé stante. Era necessario aggiungervi un altro episodio.

Fu Anna che, qualche tempo più tardi, incontrando Fellini, allora aiuto-regista di Rossellini, in un ristorante gli chiese di pensare ad una storia che dovesse "far piangere e ridere, essere un po' neorealista però gradevole, fatta bene come i film americani prima della guerra" che rappresentasse anche un atto d'accusa contro la società e che potesse, inoltre, ospitare al suo interno una "bella canzone romana".

A questi desideri Fellini sulle prime non seppe rispondere ma, poi, dopo un primo tentativo non riuscito, pensò ad una storia che piacque alla Magnani: quella di una povera mentecatta che, credendo di riconoscere San Giuseppe in un povero pastore, si faceva mettere incinta e, dopo aver partorito come una bestia, era convinta di avere messo al mondo una creatura divina.

 

 

Il secondo episodio avrebbe avuto per scenario alcuni posti caratteristici della Costiera Amalfitana: Maiori e Furore, per le loro spiccate caratteristiche formali ed ambientali che bene si prestavano a fare da cornice alla "favola" ideata da Fellini. In quel periodo i rapporti tra Anna e Roberto erano buoni ma burrascosi come i loro caratteri che si scontravano spesso.

Una lettera di Ingrid Bergman diretta a Rossellini il cui testo diceva, tra l'altro: "Caro Signor Rossellini, ho visto i suoi film Roma città aperta e Paisà e li ho apprezzati moltissimo. Se ha bisogno di un'attrice svedese che parla inglese molto bene, che non ha dimenticato il tedesco, non si fa quasi capire in francese, e in italiano sa dire 'ti amo', sono pronta a venire in Italia per lavorare con lei." Ingrid Bergman rappresentò l'inizio di una violenta gelosia di Anna che avrebbe definitivamente compromesso il loro rapporto.

 

Il "Miracolo" : Segue...

 

 

 

 

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